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La fatica in gravidanza

La fatica è uno dei sintomi più comuni tra le persone che soffrono di SM e per molte il più frequente e quello che influenza maggiormente la qualità di vita quotidiana, sotto tutti i punti di vista: fisico, psichico, emotivo. Ha un andamento molto variabile da persona a persona e questo implica l’assenza di un’unica modalità di gestione della stanchezza.
Per alcune persone possono essere utili dei farmaci prescritti dal proprio specialista, per la maggior parte dei casi, tuttavia, soltanto una combinazione di strategie di autogestione, fisioterapia e specifici esercizi possono ridurre, anche in modo efficace, l’impatto della fatica.

Le donne con SM, spesso, si sentono molto stanche durante la gravidanza, soprattutto durante il primo trimestre e sono molto preoccupate di come faranno a gestire questo sintomo una volta nato il bambino. La fatica e il senso di inadeguatezza acuito dalla fatica sono sintomi comuni e normali per tutte le gestanti, anche quelle senza SM, sia durante il postpartum che l’allattamento.
D’altra parte quest’ultimo è un’esperienza fondamentale per mettere le basi del legame affettivo madre-figlio ed è importante fare tutto il possibile per poterlo realizzare. Il ruolo del compagno o del familiare o dell’infermiere è anche in questo caso fondamentale per incoraggiare la donna, confortarla, aiutarla a confrontarsi con le sue paure, suggerendo tecniche e consigli pratici per prevenire e gestire al meglio sia la fatica sia altri sintomi che possono influenzare la qualità della vita della futura mamma.
E’ proprio durante le prime ore/giorni dalla nascita che la neomamma necessita del maggior supporto ed incoraggiamento da parte di chi gli sta vicino. Sono momenti speciali, di grande eccitazione, gioia, turbamenti, preoccupazioni per il futuro, che incidono e acuiscono la fatica ed altri sintomi della SM.

Capire la propria fatica … >
… e imparare a gestirla


Capire la propria fatica …

Analizzare l’insorgenza e l’andamento della propria fatica può essere il primo passo per identificare come minimizzarne gli effetti sulla propria vita quotidiana.

Redigere un diario
Affrontare i fattori che contribuiscono all’insorgenza della fatica

Redigere un diario
Durante la gravidanza, la SM presenta un minor numero di riacutizzazioni rispetto a quanto ci si aspetterebbe, in particolare nell’ultimo trimestre, durante il quale si possono osservare riduzioni anche notevoli.

  • Un modo per avviare quest’analisi è quello di compilare un diario, cercando di dare un punteggio da 1 a 10 (1 = livello molto basso di fatica – 10 = massimo livello) alla propria fatica nei differenti momenti della propria giornata, in relazione alle diverse attività, per esempio se peggiora dopo un pasto pesante, alla mattina o alla sera, se il riposo pomeridiano migliora il sintomo, se alcune attività acuiscono il sintomo e altre no, etc.
  • Nello stesso diario, sarà molto utile registrare anche la qualità del proprio sonno, un parametro che incide molto sul sintomo fatica, in tutte le persone e a maggior ragione tra chi soffre di SM. Il vostro compagno o marito potrà segnalarvi eventuali disturbi durante la notte di cui – magari – non siete coscienti al mattino.
    Gli spasmi muscolari, per esempio, potrebbero non essere così intensi da svegliarvi ma comunque sufficienti da disturbare il vostro sonno. Registrate più dettagli possibile: serviranno tutti per inquadrare lo schema di comportamento della vostra fatica.
  • Parallelamente, è importante trascrivere nel proprio diario anche l’eventuale insorgenza di altri sintomi: quando si manifestano, in quale circostanza, con quale intensità etc.
  • Anche le diverse attività giornaliere vanno dettagliate: per esempio, se andate a fare shopping, sarà importante registrare se si tratta di una breve sosta in un piccolo negozio di zona, oppure una spesa lunga in un ipermercato, portando un carrello o un trolley. Più dettagli saranno riportati, maggiore sarà l’utilità del diario.
  • Sarà fondamentale compilare il diario sia nei giorni “positivi” sia nei “giorni negativi”, proprio per identificare i possibili fattori che determinano queste fluttuazioni.
    Una volta identificati, sarà più semplice discuterne con lo specialista o con l’infermiere e impostare una strategia di controllo.

Affrontare i fattori che contribuiscono all’insorgenza della fatica
Osservando il diario man mano che lo compilate, e facendo attenzione alla qualità del vostro sonno e alla vostra salute in generale (tendenza alle infezioni, farmaci che assumete, ansia, sbalzi d’umore etc) potrete già rendervi conto che esistono alcuni fattori che potrete quantomeno aggiustare da sole o con l’aiuto, ogni volta che sia necessario, del vostro infermiere specializzato o dello specialista che vi segue. Continuando a compilare il diario, vi accorgerete degli eventuali cambiamenti in relazione alla fatica.

Sonno

La mancanza di sonno può essere una delle principali cause di fatica e può essere a sua volta causata da altri sintomi che, potenzialmente, possono essere controllati meglio.
Altri fattori, per esempio il rumore o il consumo di troppa caffeina possono influenzare il sonno (I caffè vanno aboliti durante la gravidanza). Per assicurarsi un sonno riposante vale la pena di fare tutti gli aggiustamenti possibili alle proprie abitudini quotidiane.

Rischio di infezioni

Raffreddori, attacchi influenzali o infezioni urinarie possono essere molto debilitanti e aggravare la fatica.

Farmaci

Molti farmaci utilizzati per la gestione della SM e dei suoi sintomi possono determinare l’insorgenza di effetti collaterali tra cui la fatica. Se avete cominciato ad assumere un nuovo farmaco, e notate un peggioramento della fatica, fatelo presente al vostro specialista e/o a chi vi assiste. Possono esservi trattamenti alternativi.

Ansia, malinconia, depressione

Anche i sintomi della sfera emozionale, non infrequenti in chi soffre di SM, possono determinare un peggioramento della fatica ma, considerato che la fatica stessa può incidere sull’umore è difficile distinguere quale sia la causa e quale l’effetto. In ogni caso, è importante rivolgersi al proprio medico per cercare di migliorare l’umore; ciò non potrà che influenzare positivamente anche la stanchezza. D’altra parte ogni espediente speso per minimizzare la stanchezza e lo stress tenderanno a migliorare l’umore.

Altri sintomi

La SM può causare un’ampia varietà di sintomi; alcuni potrebbero incidere anche sulla stanchezza; se compilando il diario si nota qualche correlazione, è consigliabile parlarne con il proprio specialista.

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… e imparare a gestirla

Superare la fatica è possibile, pianificando bene le attività e sfruttando al meglio le risorse di energia. La fatica può essere alleviata, consigliando alla donna di bere molto, di mangiare grassi vegetali, cercando di mantenere fresca la temperatura dell’ambiente in cui vive.
Molto utile, se non indispensabile, è l’utilizzo di aria climatizzata, in presenza di un clima o di un ambiente eccessivamente caldi. Docce fresche possono essere utili, così come è molto importante mantenere un ambiente circostante sereno e di buon umore. Anche una vita senza particolari stress, con un buon equilibrio fra riposo e una moderata, ma regolare, attività fisica, può contribuire al senso di benessere della donna incinta o della neomamma affetta da SM.
Ma l’aspetto più importante, per superare la stanchezza è, in generale, il saper gestire se stessi e le proprie energie, in maniera sempre adeguata. Oltre a queste misure, può essere considerato con il proprio medico, l’eventuale uso di farmaci che possono ridurre la fatica, migliorando l’umore della persona e rendendola più energica ed efficiente.

Consigli per gestire meglio lo stress e la fatica durante la gravidanza e l’allattamento

Priorità

  • Stabilite delle priorità, in modo da riservare le vostre energie per le cose che realmente volete o di cui avete davvero bisogno. Modificare la vostra routine potrebbe essere difficile, ma pensate che lo state facendo per il vostro bambino.
    E’ un’ottima motivazione. Conoscere le vostre priorità rappresenta anche un’opportunità per pianificare in modo più efficiente il vostro tempo e quello di chi vi assiste. Siate realiste nel bilanciare attività e riposo.
  • Dividete un compito in più fasi, se appare troppo pesante. Cercate di evitare attività che non possono essere interrotte o sospese.

Benessere personale e ambientale

  • Preferite docce fresche a bagni caldi.
  • Imparate a rilassarsi. Ascoltare musica, prendersi degli spazi di meditazione o per fare altre cose che rilassino la mente e il corpo.
  • Mantenete fresca la temperatura degli ambienti in cui vivete
  • Organizzate l’ambiente domestico in relazione alle vostre necessità. Tenete a portata di mano gli accessori e le cose che utilizzate abitualmente; riponete insieme le cose che utilizzate insieme (per esempio riponete vicino tutti gli accessori per il bambino) in modo da non sprecare inutilmente energie.
  • Riponete le cose che utilizzate di rado nei ripiani più alti, quelle più pesanti nei ripiani bassi.
  • Mantenete sempre una buona luminosità negli ambienti dove abitate.

Riposo

  • Riposate il più possibile anche durante il giorno, approfittate di dormire quando il bambino dorme, per recuperare energie. Quando riposate cercate di farlo, anche se per brevi intervalli, nel modo più completo possibile. Fate in modo che anche chi vi sta intorno rispetti la vostra necessità di riposare.

Alimentazione

  • Consumate regolarmente una dieta leggera, variata, che preveda molta verdura e frutta, ricca di acqua. Controllate il peso corporeo regolarmente. Quello che mangiate può fare la differenza e acuire il senso di fatica. I cibi piccanti, per esempio peggiorano il senso di fatica.
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Postura

  • Cercate di mantenere quanto più possibile una postura rilassata. E’ una questione di esercizio che talvolta può richiedere un certo tempo; il personale che vi assiste o il vostro specialista potrà sicuramente illustrarvi una serie di esercizi utili per mantenere rilassata la muscolatura e motivarvi a farli regolarmente.
  • Quando allattate, usate dei cuscini per mantenere il bambino in una posizione confortevole piuttosto che sforzarvi a tenerlo con le braccia.
  • Stare distese mentre allattate può essere più riposante e confortevole rispetto a stare sedute su una sedia.
  • Utilizzate quanto più possibile un poggiapiedi per mantenere le gambe sollevate.

Attività fisica

  • Mantenete un’attività fisica moderata, ma regolare. Aumenta la forza e il tono muscolare, e trasmette una sensazione di benessere e di energia, migliorando l’umore.
    Un fisioterapista potrà aiutarvi a stilare un programma di esercizi personalizzato. Chi vi assiste potrà aiutarvi ad eseguirli regolarmente.

Delegare

  • Delegate il più possibile le faccende domestiche per conservare le energie per la cura del bambino e di voi se stesse.
    E’ vero che chiedere aiuto non è sempre facile anche quando viene spontaneamente offerto da chi ci sta vicino: fare una lista delle necessità potrebbe facilitarvi il compito, in modo anche da distribuire le varie incombenze alle persone più adatte. E importante capire che, soprattutto in questi casi, affidarsi agli altri è segno di maturità, non certo di debolezza.

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