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sei quiGiulia, 32 anni, grafica

L'esperienza dell'esperto

Il caso di Giulia è emblematico per due aspetti: il primo è la comunicazione della malattia a famiglia ed amici; il secondo è l'impatto che l'ambiente lavorativo ha sul vissuto della malattia stessa. Accade, purtroppo, assai spesso che la comparsa di sintomi, prevalentemente motori, conduce alritiro del paziente, che tende così ad isolarsi dall'ambiente familiare e lavorativo. Tale atteggiamento porta naturalmente ad un quadro depressivo di tipo "reattivo" quale reazione cioè alla malattia e a tutto quello che da essa ne è scaturito: solitudine, imbarazzo nei confronti di colleghi "sani", impotenza nei confronti della malattia. Al contrario, un ambiente familiare e lavorativo "positivo" come quello di Giulia permette al paziente di giungere ad un vissuto "colorato" della malattia, vivace e soprattutto propositivo. Ed è proprio questo che fa dire alla stessa Giulia "L'ambiente intorno a me è sempre molto positivo e questo so che mi fa stare meglio." e quindi che "La vita non può finire quando inizia la SM".



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"Viaggio nel deserto
contro la sclerosi"

Corriere della Sera,
17 dicembre 2007

L'esperienza di Pierluca

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