Le donne che assumono farmaci per il trattamento della SM (interferone beta, glatiramer acetato etc) e dei suoi sintomi (per es. corticosteroidi etc), prima di rimanere incinta devono concordare con il proprio neurologo, in team con il ginecologo, quando interrompere la terapia in corso. La valutazione viene fatta caso per caso.
Quando va sospesa la terapia farmacologica della SM?
Prima di sospendere qualsiasi tipo di terapia è importante parlarne con il proprio medico: in alcuni casi l’interruzione improvvisa può essere pericolosa. Inoltre, il medico vi indicherà eventuali altre prescrizioni non controindicate in gravidanza. Alcuni steroidi, per esempio, sono considerati relativamente tollerati anche durante la gravidanza, ma vengono comunque sempre sconsigliati nei primi tre mesi di gravidanza quando gli organi fetali si stanno sviluppando (lo stesso discorso vale anche per le gestanti senza SM). I farmaci modificanti il decorso della malattia, come gli immunomodulanti (interferone beta, glatiramer acetato) e gli immunosoppressori (ciclofosfamide, azatioprina, mitoxantrone) devono essere sempre sospesi durante la gravidanza e l’allattamento a scopo cautelativo. Gli effetti di questi farmaci sullo sviluppo del feto sono ancora poco noti.
I farmaci che assumo possono influire sulla capacità di rimanere incinta?
La SM non influenza direttamente la fertilità della donna o la capacità di portare a termine una gravidanza. Tuttavia, alcuni farmaci utilizzati per il trattamento della malattia possono influire sul ciclo mestruale; altri sono controindicati in gravidanza. Se state assumendo qualsiasi tipo di farmaco e decidete, insieme al vostro partner, di cercare una gravidanza, il migliore consiglio è quello di aspettare almeno tre mesi dopo avere interrotto il trattamento prima di provare a concepire un bambino.
E se scopro di essere incinta e sono ancora in terapia?
In caso di gravidanza inaspettata, come nel caso di Piera, senza revisione preventiva della terapia in corso, non allarmatevi, ma è molto importante rivolgersi subito al proprio specialista che darà tutti i consigli su come interrompere la terapia in corso e come proseguire la gravidanza. Benché molte donne abbiano continuato ad assumere la terapia portando a termine la propria gravidanza e partorendo neonati sani, questo atteggiamento è davvero sconsigliabile e rischioso.
Se si ha una ricaduta durante la gravidanza si possono assumere farmaci sintomatici come i corticosteroidi?
Occorre parlarne direttamente con il proprio team di neurologo-ginecologo per valutare insieme i rischi/benefici, anche in base al mese di gravidanza (i primi tre mesi sono come noto i più delicati). La futura mamma dovrà informarsi nel dettaglio sulle terapie sintomatiche che possono essere mantenute o che comunque possono essere utilizzate durante la gravidanza e il futuro allattamento. E’ opportuno avere la lista sempre con sè, in modo da averla facilmente a portata di mano. In caso di dubbio, comunque, è sempre consigliabile chiedere al proprio specialista.
In parallelo alla terapia della SM, sto assumendo altri farmaci, cosa devo fare?
In caso di assunzione di farmaci per altre patologie o disturbi concomitanti, la regola generale è quella di “eccedere nella precauzione”. Tuttavia, sarà lo stesso medico a consigliare un trattamento alternativo in caso l’interruzione della terapia farmacologica determini un rischio troppo serio alla gestante o al feto.
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