Irma C. è una donnona veneta di 40 anni, che tutti i giorni, insieme ad altri colleghi, fa le pulizia negli uffici di un grosso stabile di 7 piani. Da 5 anni, gli è stata diagnosticata una SM e non l’ha detto al suo datore di lavoro.
“Avevo paura di perdere il posto…” confessa Irma “… ma anche non dirlo mi dava agitazione. Ogni giorno temevo che qualcuno se ne potesse accorgere o pensasse che non avevo voglia di lavorare. Ai tempi credevo di potercela fare con le mie forze, tenendo duro, ma la stanchezza oggi è diventata insopportabile. Mi mette a disagio con i miei colleghi.
Grazie all’aiuto del marito e dei fratelli, Irma è arrivata di recente a decidere di lasciare il lavoro, che è diventato troppo pesante per la sua condizione e la fa sentire frustrata, stressata, esausta e senza prospettive.
“….
è diventata un’ansia per me andare al lavoro,
tutti i pomeriggi mi sento sfinita e mi sento in colpa
anche verso i miei colleghi. Per questo ho deciso di
lasciare questo lavoro, anche grazie ai miei fratelli
che mi hanno sempre sostenuto.”
Aiuterà la sorella e il cognato a tenere l’amministrazione
del negozio di ferramenta sottocasa. Un lavoro molto
più tranquillo, che implica pochi spostamenti,
che Irma potrà fare con un orario elastico e
con frequenti pause che le consentiranno di gestire
meglio le sue energie, senza sentirsi perennemente a
disagio. Il marito, elettricista ha già installato
l’impianto di condizionamento, in previsione della
prossima estate calda.
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