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La disfunzione erettile

I disturbi sessuali si riscontrano frequentemente nei soggetti con SM come conseguenza di un danno organico, soprattutto a livello del midollo spinale. Inoltre, diversi sintomi della SM possono influenzare negativamente la sfera sessuale, per esempio la fatica, gli spasmi, i disturbi di incontinenza vescicale, i disturbi cognitivi etc. In alcune persone, può essere rilevante anche l'effetto di modificazioni psicologiche e sociali correlate alla malattia che lavorano negativamente sulla persona con SM e sul suo ambiente affettivo e sociale più stretto. Talvolta, infine, i disturbi sessuali rappresentano effetti secondari di terapie farmacologiche in corso.

I sintomi da disfunzione sessuale sono in genere rari all'esordio della malattia, ma diventano sempre più frequenti nella sua evoluzione, influenzando la qualità della vita.

Problemi di erezione
Negli uomini affetti da SM, il deficit di erezione o disfunzione erettile rappresenta uno dei disturbi sessuali più frequenti: si manifesta nel 60-80% dei casi ed è il motivo più frequente che spinge l'uomo a chiedere l'aiuto di uno o più specialisti. Può manifestarsi in modo variabile: da sintomo lieve, con deficit saltuario, erezioni di breve durata o deboli e inefficaci a espletare un normale rapporto sessuale a sintomo con deficit costante e stabilizzato nel tempo. Le erezioni spontanee notturne si mantengono, spesso, inalterate. Secondo alcuni studi scientifici, l'età del soggetto malato appare essere ininfluente sulle difficoltà di erezione. Sembra esservi, invece, una correlazione abbastanza stretta tra i disturbi sessuali e la compromissione della funzione intestinale e vescicale (Tabella n. 1), dato confermato anche dalla stretta contiguità tra i centri di controllo dei meccanismi della minzione e i centri di controllo della risposta sessuale. Esistono, inoltre, diverse situazioni concomitanti correlate alla malattia che possono interferire negativamente sulla funzione sessuale (Tabella n. 2), per esempio: le contratture muscolari, gli spasmi dolorosi, i disturbi urinari, il progressivo aumento della faticabilità. Infine, situazioni di dipendenza fisica o psicologica dal partner, o sentimenti di ridotta accettazione della malattia da parte del soggetto con SM e/o del partner possono incidere negativamente.

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Esistono dei test per valutare il deficit erettile?
Effettivamente esistono alcuni test diagnostici, il cui contributo può essere utile, soprattutto nei casi particolarmente complessi, ma è comunque solo parziale, non può certamente sostituire la valutazione clinica del proprio medico. I test disponibili mirano a valutare aspetti specifici della funzione sessuale, come l'assetto ormonale, la funzionalità vascolare, il possibile coinvolgimento di vie correlate ai meccanismi della funzione sessuale etc. I test più utili sono quelli di tipo neurofunzionale, cioè quelli neurofisiologici e l'NPT-test (Nocturnal Penile Tumescence Test) che misura la tumescenza e la rigidità del pene durante il sonno, utilizzando uno specifico apparecchio.

Come si cura la disfunzione erettile?
La cura della disfunzione erettile comprende diverse possibilità di approccio: trattamenti farmacologici, ausili non invasivi ed eventualmente il ricorso ad un impianto chirurgico.

Qualunque sia il tipo di trattamento scelto è sempre indispensabile coinvolgere anche la partner. Ciò favorisce una maggiore comprensione dei meccanismi implicati nei disturbi e permette di creare insieme una nuova complicità di coppia che consenta ad entrambi i partner di scoprire nuovi modi di "sentirsi", di coccolarsi e di stare insieme con amore e tenerezza.

Per i disturbi dell'erezione, sono disponibili un certo numero di farmaci che creando una vasodilatazione dei vasi del pene, consentono un maggior afflusso di sangue e quindi, permettono l'erezione. Il più famoso è il sildenafil (altri sono il tadalafil e il vardenafil) che viene usato con successo nel trattamento di soggetti affetti da SM, con disfunzioni erettili. È un farmaco (a carico del SNN) che si assume per bocca un'ora circa prima del rapporto sessuale e questo consente, nella maggior parte dei casi, di avere un'erezione e una penetrazione completa. La durata dell'effetto varia in base al farmaco che viene utilizzato. In generale, questi farmaci sono controindicati nei soggetti che assumono terapie a base di nitrati. Il rischio è quello che si verifichi un calo di pressione potenzialmente pericoloso. Questi farmaci vanno usati solo dopo indicazione del medico e seguendo scrupolosamente le sue istruzioni. La disponibilità di altri farmaci per la cura della disfunzione erettile si sta allargando in questi anni. Tra quelli più usati ci sono: yohimbina, papaverina e prostaglandina E1. Per saperne di più vai alla sezione "Sessualità ed SM", clicca qui. Oltre ai farmaci di cui sopra, esistono alcuni ausili non invasivi che possono in alcuni casi favorire l'erezione. Si tratta di un cilindro ex vacuo, che va applicato sul pene a riposo ed è azionato da una pompa, e da un anello di lattice da posizionare alla base del pene (non più di 30 minuti) per mantenerne la tumescenza. Chi ha problemi solo a mantenere l'erezione può utilizzare soltanto l'anello. Infine, come soluzioni estreme per chi non è riuscito ad ottenere risultati soddisfacenti con le precedenti opzioni, esistono soluzioni più invasive che prevedono l'impianto chirurgico, a livello dei corpi cavernosi, di una protesi peniena, semi-rigida o gonfiabile, o di un dispositivo meccanico. La decisione di procedere con un impianto deve essere meditata seriamente e condivisa con la moglie o con il partner stabile. Inoltre, è importante richiedere una consulenza con uno specialista per farsi spiegare nel dettaglio ogni aspetto dell'intervento, non ultimo il profilo di effetti collaterali e complicanze fisiche e psicologiche che possono derivare da tale scelta. Per questo viene considerata una scelta estrema, da ponderare bene.

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"Viaggio nel deserto
contro la sclerosi"

Corriere della Sera,
17 dicembre 2007

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