Pierluca è nato il 29 giugno 1962; fin da quel momento non è stato facile per lui: nato di otto mesi, il ginecologo era esterrefatto che fosse vivo "Qui ci ha messo le mani il Padreterno" pare abbia esclamato, da ateo. Il giorno della sua nascita ha anche deciso il suo nome: era la ricorrenza di San Pietro, ma il primo nome scelto era Luca, così nacque Pierluca. Il padre aveva scelto Aureliano (per il nonno Aurelio), ma Pierluca oggi si rivede nel personaggio narrato da Gabriel Garcia Marquez in Cent'anni di solitudine "il colonnello che aveva iniziato mille guerre e che le aveva perse tutte senza mai essere sconfitto e che passava le sue giornate in un laboratorio buio a fabbricare pesciolini d'oro. Specie adesso."
È nato in una famiglia perfetta, "sintesi improbabile di due genitori diversi e complementari, cementati da uno di quegli amori indissolubili che non conoscono l'ingiuria del tempo. Quando è nata la mia mamma, mio papà abitava nella porta accanto e l'ha vista che aveva pochissimi giorni. Nella mia testa tutto è nato lì e va avanti ancora adesso."
Da origini contadine, il padre fu il primo che andò a lavorare in fabbrica, "orgoglioso della sua tuta da meccanico e di interessi che, per la sua condizione, il luogo dove era nato e l'epoca erano riservate a ben altri ceti sociali. Il mio papà che è diventato un provetto numismatico, grande esperto di ceramiche antiche, che scrive libri di storia e fa ricerche archeologiche."
La mamma "ha vissuto sulla sua pelle le ferite di una guerra che l'ha privata della sua giovinezza e le ha messo sulle spalle responsabilità che non erano sopportabili da una bambina. Lei ha reagito facendo leva sulla sua grande anima, consegnandola a tanti diavoli con cui ha dovuto sempre combattere, stretta tra un senso del dovere ed una compassione per gli altri che non passa negli anni. Messe all'alba e fede comunista, sempre pronta a dare una mano senza mai chiedere niente per sé, che spesso è portata a considerare la sua vita e la vita degli altri come un debito da pagare e non teme di chiudere gli occhi."
La famiglia si compone infine di due sorelle "strepitose, assai diverse fra loro, ma compatibili con ogni sfaccettatura di questa famiglia."
Con le parole di Pierluca "Io sono la sintesi di tutto questo e anche di nonni che mi hanno trasmesso la voglia di andare e un senso dell'umorismo che mi aiuta molto a vivere. Mi si dirà che ho una visione idilliaca della mia famiglia e forse è vero, ma non mi interessa. Non ho poi tutto questo bisogno di essere oggettivo sull'argomento."
|