"Gli auguri, che valgono per ogni giorno dell'anno che Dio manda in terra, sono per noi, per noi che abbiamo questa malattia e per tutti quelli che hanno una malattia e per quelli che di malattie non ne hanno, ma sono dentro a svariati tipi di tunnel che il destino gli ha riservato o che si sono costruiti da soli"
Pierluca poi gli auguri li fa anche a quelli che sanno stare fermi in questa vita che scorre e non va da nessuna parte, perché non ha nessuna parte dove andare. Che, insieme a lui e a tanti come lui, hanno questo palco privilegiato e terribile per guardare e capire la vita, capaci di indicare una direzione anche per gli altri.
Per quelli che sono stati invitati, loro malgrado, alla festa delle fine del mondo e sono, loro malgrado, ospiti d'onore.
A quelli che, per destino, per sfortuna o vocazione, sono tra l'incudine ed il martello, pronti, per amore, a prendere ogni colpo senza cadere e neanche vacillare, dighe di un solo mattone contro la piena del dolore proprio e degli altri.
Immagini perfette di una dignità fatta di apprensione e schiena dritta, soldatini sotto la pioggia che continuano a combattere una guerra dichiarata da altri e di cui non ricordano più neanche il motivo, ma che non si può perdere, costi quello che costi.
Alle famiglie che sanno andare avanti e si riuniscono con un sorriso inspiegabile davanti a tavole povere, da cui qualcuno ruba per la più terribile delle forme di pazzia, schiavitù delle cose.
Le parole di Pierluca.
"Voglio fare gli auguri all'amore che non si arrende e va avanti all'infinito con la forza di una stella cadente che non si esaurisce, che sa bruciare senza consumarsi, che può essere il solo, grande vanto, di qualsiasi vita. Quando sarà il momento di fare i conti l'unico segno sicuro da mettere nella colonna dell'avere.
Voglio fare gli auguri alle donne, a quelle donne che invecchiano presto perché si prendono cura più degli altri che di loro stesse, capelli che iniziano presto a diventare grigi e che vedono di rado il parrucchiere perché quei soldi servono sempre per qualcos'altro, per qualcun altro.
Sorrisi mesti che diventano luminosi davanti ai loro cari o quando c'è da nascondere il loro dolore.
I miei auguri a loro e alla loro bellezza, che solo i rincoglioniti non sanno vedere. Una bellezza che non sfiorirà mai, che se ne ride del bisturi e delle creme, fatta di mani ruvide di lavoro, di rinunce, di carezze timorose, di pastasciutte al dente e sugo di pomodoro fresco, di letti rifatti bene, di un lavoro che può essere retribuito solo con l'espressione del sollievo che regalano.
Il bene è silenzioso e testardo, ma niente è così bello, così sfavillante, così glamour, così trendy e mai così imbecille come queste parole farebbero presupporre.
Un augurio ed un bacio a tutti quelli che fanno dono di sé perché non possono fare altrimenti o per scelta cosciente.
Un augurio a chi la perfidia del destino inchioda a migliaia di croci, a chi combatte la tentazione di diventare cattivo, e ne avrebbe ogni diritto, a chi si sforza di fare una scelta diversa in nome di qualcosa che esiste solo per lui.
Un augurio a quelli che non vedono una luce e hanno paura e sentono che la loro vita se ne va e non sanno quante volte la clessidra potrà ancora essere girata e sperano che non siano poi così tante.
Gli auguri vanno a chi si sente dentro il buio e non ha più la forza di combattere o non l'ha mai avuta, che chiede solo di smettere di soffrire e non si rassegna a tutta quella vita che ha perso, che capisce e capisce che non è per lui.
Un augurio ed un complimento a quelli che cercano di camminare meglio che possono e dicono sempre: "un po' meglio" quando gli chiedono come stanno.
Un augurio a chi si rende conto che la sua vita va avanti e che le sue gambe non ce la fanno più a tenergli dietro e a chi sa porgere loro il braccio.
Ma questo non è il catalogo delle sfighe, brilla più una lacrima pianta per amore che il più grosso e puro dei diamanti, che la vetrina del migliore negozio.
L'augurio vero è di capirlo e di viverlo, l'augurio è di aprire gli occhi e di ridere alle balle che vi propinano ogni giorno, quelli che santificano principesse del popolo e tronisti, quelli che di sé stessi dicono che sono veri, excusatio non petita, che vi incitano a lavorare di più per avere cose che non servono a nulla".
E allora Pierluca ce lo dice con le parole del Liga: "niente paura, niente paura, si vede la luna persino da qui".
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