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sei quiIl viaggio nel tempo sospeso: la storia di Pierluca

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Il volo del calabrone

Pierluca compara i propri viaggi, la forza per affrontarli, con il volo di questo insetto, che per volare riesce a sconfiggere tutte le leggi della fisica e della logica. Come Beethoven, ormai sordo, con la nona sinfonia...

"Come possa farlo, con quel corpaccione tozzo e le alette fuori misura, nessuno riesce a spiegarselo e forse non lo fa neppure lui. Si accontenta di volare in quel modo sgraziato, ma vola, per Dio se vola. Contro tutte le leggi della fisica e quelle del buonsenso, contro la realtà e l'evidenza il calabrone si stacca da terra e va, va dove gli pare, infischiandosene se non può, o non potrebbe, con quella incoscienza tutta animale e volontaristica che mi fa sorridere e sperare.
In fondo, quando trovo la forza di partire ancora, il mio è il volo del calabrone. Studio l'itinerario con attenzione e cerco di immaginare ciò che sarà, le situazioni che mi faranno soffrire. Le ripeto nella mia mente mille volte, finché il dolore passa e subentra la noia e anche un certo giramento di palle. Sconto in anticipo il dolore che ho di fronte e poi scarto di lato nel mio volo impossibile, certo che, per quanto impacciato, mi porterà dove voglio io.
Volo sulle ali della mia volontà, del desiderio di continuare ad andare, di essere ciò che ho sempre desiderato essere.
Mi viene in mente, e spero che mi si perdoni quello che comunque non è un paragone, la nona sinfonia di Beethoven, quella in cui c'è l'inno alla gioia.
Il grande tedesco l'ha scritta quando soffriva terribilmente perché il destino l'aveva colpito, proprio lui che viveva di musica, nel senso dell'udito, quello per lui più prezioso.
Ed ha trovato la forza di descrivere la gioia meglio di quanto la gioia stessa possa spiegare sé stessa.
Era diventato lui stesso un calabrone.
Uno che non poteva fare quello che ha fatto. E se n'è sbattuto. L'ha fatto e basta.
Questo è ciò che possiamo e dobbiamo fare noi, calabroni per destino e forse vocazione.
Scegliere e andare e fare, scavare dentro sé stessi alla ricerca di un sogno e di un desiderio, cercando di riscrivere la realtà alla luce di quello che è successo. Linguaggio nuovo per nuove condizioni e due alette piccole, ma potenti, sgraziate quanto vuoi, ma mosse da quella pila atomica che è un dolore ben posizionato proprio nel centro dell'anima."

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