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L'asino

Animale sfruttato dalla notte dei tempi, che soffre di un dolore straziante, vivendo una vita insopportabile, fatta di schiavitù, ma "con gli occhi persi [...] dove possono correre liberi". Ecco le parole di Pierluca.

"Nell'ultimo viaggio, in Sudan, quando mi svegliavo prima che il sole sorgesse, ascoltavo nell'aria il richiamo degli asini appena svegli, come me.
Non ho mai sentito, in natura, qualcosa di tanto disperato, di così profondamente sconfortato, senza speranza.

L'asino urla al mondo millenni di soprusi, di dolore, di una vita insopportabile.
Una leggenda etiopica racconta che quando gli asini si incontrano si strusciano il muso per domandarsi che fine ha fatto il messaggero che hanno mandato dagli dei per chiedere conto delle loro condizione.

Quando sorge il sole il lamento finisce.
Gli asini sono pronti per iniziare la loro giornata.
Per tutto il resto del giorno prenderanno bastonate senza battere ciglio, con quegli occhi persi in un altro universo, dove possono correre liberi.

Non c'è niente che possa abbatterli, non c'è dolore o strazio abbastanza profondo per arrivare dove si sono rifugiati.
Ma al mattino, quando il buio nasconde ancora quello che sarà, prima che possano indossare la loro pelle spessa e invulnerabile, liberano nell'aria una disperazione grande come il mondo.

Quell'asino sono io.
Durante il giorno non mi sentirai mai esalare un lamento, perché posso liberare tutto il dolore in queste ore uniche, in un raglio al buio che esprime tutto quello che sento".

 

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