Sempre di corsa, incuranti degli altri e di quello che ci circonda, senza rispetto. Bisogna fermarsi per potersi riappropriare del tempo giusto per ogni cosa.
"Siamo tutti figli di Chrono, del tempo, figli di un padre che divora i suoi figli, forse senza neanche la volontà di farlo. Immensa tragedia voluta dall'alto, destino omerico e crudele.
Immersi in un fiume che ci trascina e a cui dobbiamo lasciare pezzi, volti, luci. Lampi in un buio che ci precede e segue, stelle perdute che spariranno senza dissolversi contemporaneamente.
Figli indifesi e coraggiosi, nostro malgrado.
Abbiamo delle scelte.
Alcune alte, fatte di vita e filosofia.
Altre misere, fatte di creme e bisturi, di ossessioni da mare, di rughe da cancellare, di smagliature.
Quando il saggio indica la luna la stolto guarda il dito.
Ma davvero possiamo pensare di sostituire millenni di culture formidabili in un solo attimo di presunzione tecnologica, sostituire Mozart con la techno, San Francesco con Briatore, l'intelligenza col profitto.
In 60 anni abbiamo distrutto migliaia di specie, ridotto sull'orlo dell'estinzione tante altre, cambiato il clima.
Stiamo tagliando il ramo su cui siamo seduti, ballando sul ponte del Titanic, con l'espressione beota di chi è assolutamente convinto di avere ragione, il cui pil crescerà nel prossimo trimestre del 3%, e tanto basta.
Equilibrio.
Ecco la parola magica.
Pensiamo a qualcosa che ci liberi dalla necessità di crescere, di guadagnare di più, di correre.
Liberiamoci da tutti questi lacci e proviamo a essere un'umanità migliore, che alleva figli destinati ad essere migliori.
Attenzione.
Non sto parlando di dottrine.
Parlo di amore.
Amore che nasce anche dalla calma, dall'ordine.
Basta pensare ai bambini come piccoli pitbull da addestrare al combattimento, da torturare perché diventino forti.
Saranno solo infelici, spinti da passioni meschine, ossessionati da fantasmi e paure.
Basta.
Diamoci un taglio.
Questo è un pianeta da due miliardi di abitanti, che ne sopporta tre volte tanti.
Basta correre. Ve lo dice uno che ha dovuto smettere già un po' di tempo fa e che ha potuto, così, trovare la velocità giusta".
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