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Inseguire i sogni

I sogni, i progetti, la vita da afferrare a vivere appieno, ecco le parole di Pierluca.

"Forse la vita è tutta qui, in questo continuo gioco.
Certo nessuno o quasi si immagina di riuscirci e così ci si può concedere il lusso della nostalgia di ciò che non è stato, la malinconia di ciò che poteva essere. Sperduti bar su sperdute spiagge e amache che dondolano pigre. Ne ho incontrati di questi naufraghi, gente che aveva avuto il coraggio dei suoi sogni per poi arenarcisi disperati come sulle rive dell’incubo.

Il sogno non era altro che derive di noia pesante e si era mangiato anche la possibilità di sognare ancora.
Anch’io sono uno di loro, di quelli che i sogni, perché potessero piacergli, dovevano essere perseguiti e realizzati. Non una via di fuga, ma un progetto a cui dare calce, anima e mattoni.

Gioco pericoloso, sempre in bilico tra impegno e fortuna, grandi dosi di sorte favorevole e intelligenza. E perseveranza maniacale.

Qualcuno potrebbe chiamarla volontà, ma non sarebbe esatto: è solo impossibilità di altre scelte e una spinta inesauribile che arriva da dentro.
Tutto qui.

Se poi il tuo progetto è anche grande, bello ed etico si merita ogni sforzo, specie se la fatica non la senti proprio.
Ecco. Questa è la sintesi, il compendio della mia storia.
Tutto il resto, il milione di storie che lo compone, è un altro capitolo.
Il milione di storie che lo compongono mi hanno portato qui, dopo aver rovesciato un destino che sembrava già scritto.

Parlavamo di fortuna.
Nel mezzo del cammin di questa vita….. mi è successa questa cosa.
Nel pieno della corsa, già con la mano tesa per afferrarlo, qualcosa si è presa le mie gambe.
La corsa non si è interrotta, ma si è terribilmente rallentata.

Vedo il mio sogno, i miei sogni, allontanarsi e ritornare ciò che i sogni dovrebbero essere, ma l’impressione è quella di aver avuto tutto. Colpa del mio inguaribile buon umore, fatto sempre di bicchieri mezzi pieni.
Scruto il cielo della notte, pieno di stelle, cercando indizi su un futuro che non c’è più, pensando che questa malattia è perfetta per il modo che ho di vedere e cercare la nobiltà dell’esistere.
Te ne dà il tempo.
Il tempo.
Niente è più relativo. A volte sfugge via con immensa velocità, altre volte sembra una colata di cemento. Nella nostra esistenza da vampiri, non vivi e non morti, possiamo guardare gli altri con occhi diversi e cercare qualcuno che abbia le domande giuste per le risposte che ci è toccato imparare."

 

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