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Medaglia d'oro

Riflessioni sulla fine e sull'inizio, la resistenza, il mondo, l'armonia, con le parole di Pierluca.

"Medaglia d’oro alla resistenza.
“Io non voglio crescere, andate a farvi fottere” canta Charlie, nella magica canzone dei Baustelle, equilibrio miracoloso tra roccaccio duro e diagnosi  intelligentissima e sensibile di un particolare mondo giovanile.
Anch’io non voglio crescere. I miei 45 anni sono 3 volte quindici anni e per farlo ho iniziato una lunga marcia fatta di intelligente programmazione.
Tutto questo lo sto maturando e murando nel mio piccolo, grande mondo, a 800 metri di altezza.

Sull’architrave della porta della mia casa farò scrivere AAFF, andate a farvi fottere e sarà dedicato a tutti quelli che mi avrebbero far voluto vivere a modo loro e a tutti quelli che vorrebbero farmi morire come vogliono loro. Su di me decido io, io e nessun altro.

Quando deciderò di andare me ne andrò e poi venite a prendermi, se vi riesce.
Non mi importa di essere sepolto in terra consacrata, per me tutta la terra è consacrata e se vorrete buttare la mia carcassa ai cani fate pure.
Abbiamo divorziato tanto tempo fa e io non perdono i tradimenti.

E poi, magari, sceglierò prima il fuoco e poi l’aria, lascerò che sia il vento a disperdere le mie ceneri per un nuovo inizio, sceglierò che quello di me che è veramente immortale torni nel mondo, diventi ancora una volta albero e animale e tutto quello che il caso vorrà.

Per adesso faccio i conti con questa vita, pregando che sia l’unica e qui sì che mi merito la medaglia d’oro alla resistenza.
Faccio i conti con la mia impossibilità di arrendermi, di scegliere una deriva quieta. Nel mio orizzonte ci sono ancora tanti lampi e il rombo di cento saette, la musica tuona ancora potente nelle mie orecchie e io ne sono prigioniero per sempre, prigioniero di quell’esaltazione che Rimbuad descriveva come il volo esaltato di uno stormo di colombe.

Faccio resistenza a tutto. Alla bellezza e a questa orribile condizione, a chi vorrebbe che fossi qualcos’altro e a quel qualcosa che sono. Sono diventato un maestro nel cancellare le tracce, nell’alterare le mappe, nei giri infiniti su strade secondarie che sbucano improvvisamente proprio dove volevo, maestro di maschere e travestimenti, sempre un passo avanti, volpe pronta a tagliarsi con i denti la zampa presa in trappola, insensibile per scelta al dolore e pronto a piangere ogni lacrima, tutto e il contrario di tutto per arrivare dove voglio, con la fiaccola sempre accesa di quei pochi, irrinunciabili principi.

E in ogni caso c’è sempre Mozart. C’è sempre la dimostrazione pratica che l’armonia può esistere, che è realtà, che può arrivare agli uomini da un immenso, piccolo uomo ridicolo baciato dal divino. Uno che non ha mai dovuto fare resistenza."

 

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