"Guardo Benigni, che io adoro, con la sua faccetta simpatica mentre dice, nel suo ultimo film 'a me mi piace esserci'.
Pierluca si è accorto che da dentro, improvviso e inaspettato, viene su qualcosa che si traduce subito, e per fortuna, in due lacrimoni.
Anche a Pierluca piaceva.
"L'ho amata di un amore assoluto la mia vita, di una dedizione sconfinata, con un fervore più che religioso, quasi mistico.
Mi è piaciuto moltissimo esserci e quanto mi è piaciuto è la misura del mio dolore di oggi. Se penso alla mia esistenza ora mi sembra che sia solo una cosa da fare ed è difficile farsi piacere ‘sta roba. Una fila interminabile di compiti e di maschere che servono a nascondere a me stesso e agli altri la realtà di una condanna senza appello, una rappresentazione infinita che ha il solo scopo di far soffrire il meno possibile chi ha la sventura di starmi intorno, di non trasmettere una sofferenza che si può solo sommare e mai dividere. Mi è piaciuto moltissimo esserci.
E quello che mi è stato dato di vita felice l'ho spremuta come un limone, ne ho estratto l'essenza più profonda, l'ho moltiplicata per ogni volta che sono partito, per ogni volta che sono tornato, forse presentendo che ogni volta poteva essere l'ultima. Il cuore in gola che ho sempre cercato, quei momenti perfetti dove espandermi sino ai limiti ultimi della mia anima forse erano dovuti alla coscienza occulta di quello che sarebbe successo, l'ultima notte con l'amore della tua vita, intreccio inestricabile di eros e tanathos. Momenti di luce accecante che non sai se ti incendieranno e se svanirai in un solo lampo. Cosa è adesso questa palude appiccicosa che incolla a terra ogni mio passo e che mi fa fare un'immensa fatica per andare avanti pochissimo?
Adesso non sono più felice di esserci. Per quanto mi sforzi non lo sono più. Posso trovare mille motivazioni che passano dal mio cervello, ma la felicità ha un'altra origine, segue percorsi diversi, cade da cielo e quel meccanismo si è irrimediabilmente inceppato. La felicità è materia purissima, un soffio di vento, cristallo senza impurità. Basta poco perché si rompa in mille frammenti. Ciò che viene dopo avrà sempre il retrogusto amaro di qualcosa irrimediabilmente perduto".
E a Pierluca ognuno di quei frammenti ha lasciato dei tagli che non sanno rimarginarsi.
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